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Storia e radici

Città dell’uomo ha avuto nella sua storia un piccolo ma significativo ruolo nella comunicazione pubblica, affrontando una serie di temi cruciali e stimolando il dibattito attorno ad alcuni problemi della crisi della nostra democrazia. L’intuizione di Lazzati nel darle origine era quella di una grande cesura storica in corso, che chiedeva di riprendere e rielaborare le radici etico-politiche della tradizione cattolico-democratica. Per questo l’associazione ha insistito su temi quali: le forme della partecipazione politica, il rapporto tra fede cristiana e politica, i valori e i principi della Costituzione e le modalità di una eventuale revisione della sua parte ordinamentale, la questione del lavoro, quella dell’ambiente, i problemi della pace e delle disuguaglianze, i rapporti tra politica e dimensioni «metapolitiche» dell’esistenza.

Noi cerchiamo di esercitare le nostre responsabilità con grande coscienza di essere radicati in una tradizione «alta» di cultura politica. In coerenza con il pensiero del nostro fondatore, i punti di riferimento fondamentali, le costellazioni decisive di riferimento, non solo normativo ma intellettuale e morale, sono il Concilio Vaticano II dal punto di vista ecclesiale e la Costituzione della Repubblica italiana dal punto di vista politico.

Come scriveva Lazzati nel 1979, inaugurando la nuova serie di «Vita e Pensiero», la rivista culturale dell’Università Cattolica:

«[…] pensiamo di lavorare , mantenendo viva la nostra attenzione alla situazione, ai bisogni, ai problemi della Chiesa e della società civile: nella luce e nello spirito, per la prima, dei testi immensamente ricchi del Concilio Vaticano II che il Papa ci invita a comprendere in tutto il loro significato “esplicito e implicito”; per la seconda, del testo della Costituzione che, sul piano della presenza dei cattolici nella recuperata vita democratica, rappresenta un sicuro punto di riferimento. Sempre con quella passione per l’uomo – Giovanni Paolo II ha parlato nel discorso di inizio di pontificato di “venerazione” – che non può non essere punto di partenza e punto di arrivo per una cultura che voglia dirsi ed essere cristiana».